Manipolare le emozioni: “stupri” nel fondo degli oceani dell’oblio digitale

In questo capitolo, s’illustra un esperimento di Facebook costruito – partendo dall’umore degli utenti – per testare le reazioni emotive dei suoi Clienti, e condotto all’insaputa degli stessi. Si riflette inoltre sull’essenza stessa della comunicazione postmoderna, e sul futuro possibile “advertising su misura” dei Social Network, e sulle modalità con le quali il nostro Digital Body viene “condizionato” – sulla base di sofisticati algoritmi – a partire dai suoi comportamenti precedenti.
Per rispondere a questa necessità di maggior profitto, la Big Data Analysis è rapidamente diventata una scienza: chi si rivela in grado di elaborare il più efficace algoritmo per la gestione di un ecosistema di corpi digitali, può creare un valore tendente pressoché all’infinito, come dimostra il mark-up esistente tra giro d’affari reale di Facebook e il suo valore – virtuale – di borsa. Facebook non emette – per ora – passaporti e non batte moneta, ma, avendo in questo superato probabilmente anche la Cina, è – anche al netto dei circa 150 milioni di profili “fake” che lo infestano – la più popolosa nazione della Terra, con oltre 1,5 miliardi di abitanti, crescita esponenziale facilitata anche dalla scomparsa di potenziali competitor come Myspace – il social giusto nel momento sbagliato, cioè troppo presto – e Second Life, molto innovativo per la sua epoca ma troppo complicato da usare…

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